La pagina del modellismo  

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Questa sezione che accoglie immagini di alcuni modelli da me realizzati, non ha nessuna pretesa dal punto di vista della tecnica modellistica o della tecnica fotografica, vuole invece soltanto mostrare un esempio di quello che, attraverso questo magnifico hobby, si può realizzare con un impegno veramente modesto.

I  modelli qui riprodotti hanno quindi poco in comune con le  magnifiche realizzazioni che si possono ammirare nelle numerose mostre concorso o sulle pagine delle riviste specializzate, l'autore auspica comunque che possano contribuire alla diffusione di un modellismo senza pretese di perfezione da realizzarsi per il solo fascino del fare con le proprie mani e del documentarsi su ciò che poi si riprodurrà il più fedelmente possibile in scala.

 

 

 

 

La vetrina virtuale

   Aeroplani in scala 1/72  Mezzi militari 1/35 Figurini 54 mm  Navi scala 1/72    
   FIAT CR 32 Bis

Infantry Tank MK. IV CHURCHILL

Genieri tedeschi II° G.M. Schnellboot S100
   FIAT G.50 "Freccia" PUMA SD KFZ 234/2   LCM USN LANDING CRAFT
   FIAT G.55 "Centauro" Semovente Ansaldo 75/18  
   F 104 S Aeritalia SPA Viberti AS 42 Sahariana    
   IMAM Ro.37 Sherman M4A1 "Band of brothers"  
   IMAM Ro.37 Bis  
   Macchi Castoldi MC 200  
   Macchi Castoldi MC 202  
   Macchi Castoldi MC 202 D          
   Macchi Castoldi MC 205          
           
           
  Figurini 1/16    
 Cacciatore di carri tedesco II    G.M.    

 

  Aeroplani in scala 1/72

     

MACCHI MC 205 "Veltro"

Il modello  rappresentato della Delta 2  è in scala 1/72. Il MACCHI MC 205 "Veltro" fu progettato dall'ingegnere Mario Castoldi. Era sostanzialmente un'evoluzione del precedente Macchi C.202 Folgore, ottenuta grazie all'installazione, nella stessa cellula, di un motore Fiat RA 1050 RC 58 Tifone, versione italiana costruita su licenza del Daimler-Benz DB 605 da 1.475 hp, che sviluppava circa 300 cavalli in più, dell'Alfa Romeo RA.1000 RC.41 Monsone (costruzione su licenza del Daimler-Benz DB 601) usato sul Folgore, e di un armamento più potente.
La disponibilità numerica, vista la produzione che realizzò circa 181 esemplari prima del settembre 1943 (128 entro i primi 7 mesi dell'anno), fu dimezzata al tempo dell'Armistizio a causa delle perdite subite per incidenti e per azioni nemiche. La produzione venne ripresa nell'ottobre successivo e definitivamente sospesa dopo che le officine Macchi rimasero gravemente danneggiate dai bombardamenti del 30 aprile 1944.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre ne restavano circa 50 al Sud, mentre alcuni Veltro furono recuperati e costituirono l'ossatura dei reparti da caccia della Regia Aeronautica cobelligerante (principalmente col 51° Stormo), operando nei Balcani fino all'esaurimento dei pezzi di ricambio. Tre "Veltro" esistono ancora, a tutt'oggi, uno dei quali fu restaurato e messo in condizioni di volare. Questo esemplare partecipò a numerose manifestazioni aeree fino alla fine del 1986.

Dimensioni e caratteristiche: Motore Fiat RA 1050 RC 58 Tifone; Potenza 1.475 hp,; Apertura alare 10,58 mt; Lunghezza 8,85 mt; Altezza 3,48 mt; Peso a vuoto 3408 kg; Peso totale 3048 kg; Velocità massima 642 km ⁄ h; Velocità di crociera 580 km ⁄ h; Autonomia 985 km; Quota di tangenza10800 m.

Armamento: due cannoncini Maser alari da 20 mm in aggiunta alle due mitragliatrici da 12,7mm, che già equipaggiavano il tipo precedente.

 

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MACCHI MC 202 "Folgore"

     

Il Macchi M.C.202 Folgore era un aereo monomotore, monoposto, ad ala bassa progettato e prodotto dall'azienda italiana Aeronautica Macchi nel 1941-1942 ed impiegato nell'ultimo conflitto dalla Regia Aeronautica. "Strutturalmente simile all'M.C.200, l'M.C.202 aveva il più potente motore tedesco DB601A costruito su licenza dall'Alfa Romeo." Nel complesso, il "Folgore" si rivelò il migliore caccia italiano della guerra, e non solo per le sue eccellenti caratteristiche, ma anche per il vasto impiego operativo e per la quantità di esemplari prodotti, che superò il numero di 1100. L'impiego operativo del Macchi M.C.202 iniziò in Libia, nel novembre 1941, ma poi si estese a tutto il fronte dell'Africa Settentrionale, al teatro balcanico e mediterraneo, al fronte russo, proseguendo senza interruzioni, per tutta la guerra.
Fu il primo velivolo a dare ai piloti della Regia un consistente margine di vantaggio nei confronti della maggior parte dei caccia britannici.
Era considerato ampiamente superiore sia all'Hawker Hurricane, sia al Curtiss P-40 Kittyhawk contro i quali si scontrò, sul fronte della Libia, e almeno all'altezza dello Spitfire V. Era in grado di superare in manovra tutti e tre, sebbene lo Spitfire avesse una superiore velocità di salita.

 

Dimensioni e caratteristiche: Motore Alfa Romeo RA 1000 RC.41; Potenza 1.175 hp; Apertura alare 10,58 mt; Lunghezza 8,85 mt; Altezza 3,02 mt; Peso a vuoto 2357  kg; Peso totale 2937 kg; Velocità massima 599 km ⁄ h; Velocità di crociera 430 km ⁄ h; Autonomia 765 km; Quota di tangenza11350 m.

Armamento: 2 Breda-SAFAT da 12,7 mm con 400 cartucce per arma(dalla IV serie, altre due da 7,7 mm alari) con 500 cartucce per arma

     

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FIAT G.55 "Centauro"

     

Il modello della Supermodel, in scala 1/72, rappresenta un velivolo Fiat G 55 Centauro della 363° Squadriglia Caccia Terrestre, 150° Gruppo, 53° Stormo, prima dell'armistizio. Il Fiat G.55 Centauro era un aereo da caccia diurno, monoposto, monomotore, da intercettazione e superiorità aerea impiegato dalla Regia Aeronautica e dall'Aeronautica Nazionale Repubblicana (A.N.R.) tra il 1943 e il 1945. Progettato dall'ingegnere Giuseppe Gabrielli, da cui la "G" della sigla, il Fiat G.55 era considerato, nel complesso, il migliore dei caccia della celebre "serie 5", realizzata attorno al motore tedesco Daimler-Benz DB 605. che includeva anche il Macchi M.C.205 e il Reggiane Re.2005. Questo veloce e robusto aereo, in volo dall'aprile del 1942, nel corso del suo breve ma intenso servizio operativo, svolto quasi esclusivamente sotto le insegne dell'aviazione della Repubblica Sociale Italiana, si dimostrò un intercettore assai efficace in quota. Nelle battaglie aeree svoltesi nei cieli dell'italia del Nord, nell'ultimo anno di guerra, il Centauro si scontrò con avversari di tutto rispetto, come il Supermarine Spitfire e gli americani P-38, P-47 e P-51, dimostrandosi in ogni occasione un potente avversario. In produzione dai primi del 1943, le prime consegne furono l'agosto dello stesso anno. Era molto apprezzato dai piloti ma se ne produssero solo 105 esemplari.

Dimensioni e carattestistiche: progettista Ing. Giuseppe Gabrielli; monoplano monomotore da caccia / caccia notturna; Primo Volo 30 Aprile 1942 pilota Valentino Cus; Ap. Alare mt. 11,85; lunghezza mt. 9,37; altezza mt. 3,13; sup. Alare mq 21,11; peso max 3520 kg.; peso a vuoto 2630 kg; vel. max 620 km/h a 7100mt; tangenza prat. 12700 mt.; autonomia 1160 km; motore Daimler Benz DB605A da 1475CV al decollo; 
Armamento: 1 cann. Mauser da 20mm + 4 mitr. da 12,7 mm 

 

     
 

 

 

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FIAT G.50 "Freccia"

     

Il modello dell'Airfix in scala 1/72, estesamente modificato, rappresenta un velivolo Fiat G 50 Freccia della 395° Squadriglia Autonoma Caccia Terrestre, 150° Gruppo, 53° Stormo, prima dell'armistizio.Il Fiat G.50 "Freccia" era un monoplano da caccia italiano sviluppato nella seconda metà degli anni trenta. Prestò servizio nella Regia Aeronautica durante la guerra civile spagnola e nella prima fase della seconda guerra mondiale. Trovò impiego anche all'estero, nella forza aerea croata e nella Suomen ilmavoimat, la forza aerea finlandese. E proprio sotto le insegne finlandesi il monoplano della Fiat ottenne i maggiori successi (99 vittorie aeree confermate).
Monoplano con ala bassa a sbalzo, con le sole superfici di governo rivestite in tela. "Era caratterizzato da una robusta struttura completamente metallica, e fu il nostro primo caccia a carrello retrattile" (Giorgio Bignozzi, Aerei d'Italia Milano Edizioni E.C.A. 2000). In particolare, le gambe anteriori del carrello erano retrattili verso l'interno mentre aveva il ruotino di coda fisso. Particolarmente maneggevole per essere un monoplano, il G.50 aveva una velocità superiore al biplano Fiat C.R.42 di soli 33 km/h, e gli era pari per armamento. Forse la migliore caratteristica del progetto era l'eccezionale robustezza della cellula, che ne favorì l'impiego come assaltatore quando, durante la seconda guerra mondiale, venne surclassato come caccia. Motorizzato con l'affidabile motore radiale Fiat A.74 RC.38 capace di una potenza nominale di 840 CV (618 kW), costruzione su licenza dello statunitense Pratt & Whitney R-1830-64 di analoga potenza, condivideva questo propulsore con molti progetti coevi, fra cui appunto l'M.C.200, il C.R.42 ed altri velivoli. 

 

Dimensioni e caratteristiche: progettista Ing. Giuseppe Gabrielli; apertura alare mt. 10,98; lunghezza totale mt. 7,80; altezza totale mt. 2,96; superficie alare mq. 18,25; peso a vuoto kg. 1.930; peso a carico max. kg. 2.330; velocità max. km/h. 483 a 4.500 mt.; autonomia km. 670; tangenza max. mt. 10.700; motore Fiat A.74 RC.38 da cv. 840 a mt. 3.800

Armamento: due mitragliatrici BREDA-SAFAT da 12,7 mm. montate sopra la cappottatura motore, sincronizzate e sparanti attraverso il disco dell'elica.

 

     

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Fiat CR 32 Bis

     
 

Il modello in scala 1/72 della Supermodel rappresenta un Fiat CR 32  bis, M.M.3025 dell'85° Squadriglia del 18° Gruppo,III Stormo Caccia così come si presentava all'aeroposto di Torino Mirafiori alla vigilia della Guerra di Spagna Il .Fiat C.R.32 (Caccia Rosatelli, dal nome del progettista) era un aereo biplano da caccia prodotto dall'azienda italiana Fiat Aviazione negli anni trenta.
Impiegato principalmente dalla Aviazione Legionaria, durante la guerra civile spagnola, e dalla Regia Aeronautica, nel primo periodo della seconda guerra mondiale, venne adottato anche dalle aeronautiche cinese, ungherese, austriaca, venezuelana e paraguyana. Utilizzato durante la Guerra Civile Spagnola a sostegno dei Nazionalisti, in Spagna, si guadagnò presto la reputazione di uno dei più straordinari biblani di tutti i tempi. Nel Paese iberico fu anche prodotto su licenza e restò in servizio fino al 1953, vent'anni dopo il suo primo volo. 
Questo piccolo aereo della Fiat era compatto, robusto e assai manovrabile e diede delle ottime dimostrazioni delle proprie capacità in tutta Europa alla guida dei piloti delle Pattuglie acrobatiche. Ancor oggi conserva la reputazione incontestata di essere stato il più famoso degli aerei da caccia italiani. Seppure non eccezionalmente rapido, era robusto e maneggevole e potentemente armato, per la sua epoca, la decade 1930-1940, con le sue due mitragliatrici Breda-SAFAT da 12,7 millimetri, sincronizzate e sparanti attraverso il disco dell'elica.

 

Dimensioni e caratteristiche: progettista Ing. Celestino Rosatelli; apertura alare 9,5 m.; lunghezza 7,45 m.; altezza 2,36 m.; superficie alare 22,10 mq.; peso totale 1.865 Kg.; a vuoto 1.325 Kg.; velocita' massima 375 Km/h; salita a 5.000 m. in 9'; tangenza teorica 9.000 m.; autonomia 750 Km. Motore FIAT A.30 R.A. da 600 CV. (tutte le versioni)

Armamento: due mitragliatrici da 7,7 o 12,7mm. fisse in caccia. La versione denominate Bis come quella rappresentata dal modello possedeva altre due mitragliatrici supplementari montate sulle semiali inferiori che ne facevano scadere le originali caratteristiche aerodinamiche.

     

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Macchi Castoldi MC 200

     

Il modello della Revell, in scala 1/72, rappresenta un velivolo MC 200 Saetta della 385° Squadriglia Autonoma Caccia Terrestre basato ad Araxos in Grecia nell'estate del 1943. Il prototipo M.M. 336 volava per la prima volta a Lonate Pozzolo la vigilia di Natale del 1937 con ai comandi il collaudatore capo della Macchi Giuseppe Burei. Costruito in numerosi esemplari nel corso di tutta la Seconda Guerra Mondiale, il Macchi MC 200 si rivelò una macchina dalle caratteristiche alquanto scadenti e dal pilotaggio complesso, talvolta rischioso, a causa di alcuni difetti nella progettazione dell’ala.
Tali problemi furono risolti solo dopo l’introduzione di una nuova ala, che venne adottata anche dai successivi caccia Macchi MC 202 e MC 205, grazie alla quale questo caccia fu in grado di fornire prestazioni competitive e contribuire allo svolgimento delle operazioni in Africa ed in Russia.
Dotato di armamento leggero (due sole mitragliatrici da 12.7 mm) il MC 200 è stato impiegato sul fronte greco-albanese, libico e russo. Successivamente venne impiegato come assaltatore in Africa Settentrionale, nella campagna di Tunisia e  per la scorta di convogli navali.
Dopo la guerra i velivoli superstiti svolsero ruoli di addestramento sino al 1947.

 

Dimensioni e caratteristiche: progettista Ing. Mario Castoldi; struttura completamente metallica con con carrello retrattile: apertura alare 10,58 m.; lunghezza 8,19 m.; altezza 3,51 m.; superficie alare 16,8 mq.; peso totale 2.328 Kg.; a vuoto 1.898 Kg.; velocita' massima 503 Km/h; di crocera 450; salita a 6.000 m. in 6' 30''; tangenza 8.900 m.; autonomia 870 Km. Motore FIAT A.74 R.C.38 da 840 CV. 

Armamento: due mitragliatrici da 12,7mm. fisse sul muso e sincronizzate.

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Macchi Castoldi MC 202 D

     

I primi esemplari del Macchi 202 Folgore vennero consegnati alla R.A. nel maggio  1941.Partecipo' nel '42 alle epiche battaglie dell'avanzata fino ad Ed Alamein alla ritirata in Tunisia. Fu impiegato in Libia, Sicilia, Sardegna, in Egeo, in Russia e sull'isola di Malta. Dopo l'armistizio fu impiegato nei Balcani. E' stato il più tipico caccia italiano della Seconda Guerra.

Il modello, come il precedente in scala 1/72 è della Supermodel, rappresenta l'unico esemplare del caccia MC 202 M.M. 7768 equipaggiato con un radiatore ventrale. L'incremento in performance di questa soluzione tecnica fu tanto marginale che non giustificò un interruzione delle linee di montaggio.

 

Dimensioni e caratteristiche: progettista Ing. Mario Castoldi; derivato dal MC 200: apertura alare 10,58 m.; lunghezza 8,85 m.; altezza 3,02 m.; superficie alare 16,8 mq.; peso totale 2.937 Kg.; a vuoto 2.357 Kg.; velocita' massima 600 Km/h; di crocera 580; salita a 6.000 m. in 5' 55''; tangenza 11.500 m.; autonomia 765 Km. Motore Daimler Benz 601 in linea  da 1175 hp. 

Armamento: due mitragliatrici da 12,7mm. fisse in caccia; dalla VII serie in poi la predisposizione per armamento alare con due armi Breda SAFAT da 7,7 mm, (quasi mai utilizzato).

     

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F 104 S Aeritalia

     

Il modello Hasegawa, in scala 1/72, rappresenta un caccia F 104 S di produzione Aeritalia basato a Novara negli  anni '80.  Il velivolo è il naturale sviluppo del precedente F 104 G   prodotto dalla statunitense Lockeed. 
Il Lockheed F-104 Starfighter è uno tra i più famosi caccia-intercettori di tutti i tempi. È rimasto in servizio in Italia fino al 31 ottobre 2004 pur essendo un velivolo superato e non più affidabile (nonostante i successivi aggiornamenti).
Entrò in servizio nel 1956 ma, sebbene dotato di buone prestazioni di tangenza massima e rateo di salita che lo rende ideale come intercettore, possedeva una bassa manovrabilità. Questo soprattutto a causa della scarsa superficie alare, anche perché fu concepito come un vettore di missili: i piloti cioè avrebbero solo dovuto raggiungere un'area sicura da dove lanciare i loro missili contro l'obiettivo designato e poi ritornare alla base senza ingaggiare combattimenti aerei ravvicinati. Questo implicava alte velocità di manovra (soprattutto in virata) con eccessivi spazi richiesti per i duelli ravvicinati ed è questo, fondamentalmente, il motivo che lo ha reso negli anni sempre meno interessante.
In Italia, dove gli incidenti sono stati numerosi, è stato sostituito prima con degli F-16 in leasing e, a partire dal 2005, dall'Eurofighter Typhoon, che offre prestazioni e manovrabilità al passo con i tempi.

Dimensioni e caratteristiche: apertura alare 6,68 m; altezza 4,11 m; lunghezza 16,69 m; superficie alare 18,22 m2; Pesi a vuoto 6.760 kg max al decollo 14.600 kg; velocità max Mach 2.2  a 11.000 mt; tangenza 17.680 m;autonomia massima 2.920 km

     

 

 

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IMAM Ro.37

     

Il modello in vacuuform, scala  1/72 rappresenta un ricognitore italiano IMAM Ro.37 della 39° Squadriglia, 5° Gruppo Osservazione  Aerea (MM11070 )di base a Venaria Reale nel giugno del 1940. (Equipaggio: maresciallo pilota Alfredo Raffio, osservatore il tenente del Regio Esercito). Progettista Ing. Giovanni Galasso.
Giovanni Faresi. L'IMAM Ro.37 Lince era un monomotore da ricognizione biplano prodotto dall'azienda italiana IMAM nella prima metà degli anni trenta. Utilizzato principalmente dalla Regia Aeronautica prestò servizio durante la  guerra d'Etiopia, la guerra civile spagnola nei reparti dell'Aviazione Legionaria e nella prima fase del seconda guerra mondiale.

Dimensioni e caratteristiche: motore Fiat A.30 RA bis posizionato sul muso, un 12 cilindri a V di potenza pari a 600 CV. ; Apertura alare 11,08 mt; Lunghezza totale 8 ,57 mt; Altezza totale 3,11 mt; Superficie alare 32,00 mq; Peso a vuoto 1.465 kg; Peso a carico max 2.300 kg; Velocità max 330 km/h (a 4.500 mt); Velocità minima 105 km/h; Tempo di salita 11' a 4.000 mt; Tangenza max 7.500 mt; Autonomia 1.500 km; 

Armamento: 2 mitragliatrici da 7,7 (fisse muso) dotate di caricatori da 500 colpi per arma e 1 mitr. da 7,7 mm (dorsale); Carico bellico coppia di bombe da 36 kg o, in alternativa, 72 spezzoni da 2 kg caricati nella spezzoniera ventrale. La dotazione prevedeva un'apparecchiatura radio ricetrasmittente ed una fotocamera aerofotoplanimetrica OMI tipo A.G.R.61 formato 13x18.

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IMAM Ro.37 Bis

     

Il modello della Classic Airframe  in scala  1/72 rappresenta un ricognitore italiano IMAM Ro.37 bis 33^ Squadriglia autonoma 61° Gruppo Osservazione Aerea così come si presentava a Bresso nel 1938. Aeromobile del tutto simile all' IMAM Ro. 37 in forme,  dimensioni e armamento, si differenziava da questo per l'adozione di un motore stellare Piaggio P.IX R.C.40 della potenza di 560 cv a 4.000 metri. I Ro.37 conobbero un discreto successo nell'esportazione, venendo impiegati anche dalle aeronautiche ungherese, afghana e da alcune nazioni del centro e sud America. Recentemente il contingente italiano in Afghanistan ha ritrovato e recuperato alcuni relitti del velivolo italiano, vedi il link

Dimensioni e caratteristiche: Motore Piaggio P.IX R.C.40,  Potenza 560 cv. a 4.000 mt; Apertura alare 11,08 mt; Lunghezza totale 8 ,57 mt; Altezza totale 3,11 mt; Superficie alare 32,00 mq; Peso a vuoto 1.465 kg; Peso a carico max 2.300 kg; Velocità max 330 km/h (a 4.500 mt); Velocità minima 105 km/h; Tempo di salita 11' a 4.000 mt; Tangenza max 7.500 mt; Autonomia 1.500 km; 

Armamento: 2 mitr. da 7,7 (fisse muso) dotate di caricatori da 500 colpi per arma e 1 mitr. da 7,7 mm (dorsale); Carico bellico coppia di bombe da 36 kg o, in alternativa, 72 spezzoni da 2 kg caricati nella spezzoniera ventrale. La dotazione prevedeva un'apparecchiatura radio ricetrasmittente ed una fotocamera aerofotoplanimetrica OMI tipo A.G.R.61 formato 13x18.

     

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 Mezzi militari 1/35

Sherman M4A1 "Band of brothers"

     

Il carro M4 A1 Sherman era un carro con scafo saldato, molto simile nella parte inferiore all'M3. Lo scafo presentava una fronte arrotondata ed inclinata, mentre i fianchi erano verticali. Il motore fu inizialmente il Wright-Continental R-975 C1 "Whirlwind" (ciclone), radiale sviluppato per usi aeronautici. Il vano di combattimento era nella parte anteriore del carro, mentre il motore era posteriore, separato dal vano equipaggio da un parete tagliafuoco e coperto da una griglia che ne permetteva la refrigerazione. L'albero di trasmissione passava sotto il pavimento della camera di combattimento, per portare la potenza del motore alle ruote dentate anteriori. Il cambio era a cinque marce e retromarcia. Lo scafo era sostenuto da tre carrelli a due ruote per lato e con ammortizzatori verticali, posteriormente erano montate due ruote folli (che avevano anche la funzione di regolare la tensione dei cingoli) e su ogni carrello era posto superiormente un ruotino di ritorno del cingolo. I cingoli nel corso della vita operativa del carro, furono di cinque tipi differenti. L'equipaggio, di 5 uomini, era nello scafo (guidatore e operatore radio) ed in torretta (capocarro, capopezzo e caricatore). L'accesso, oltre che dalle due botole della torretta, era assicurato da due botole nella parte anteriore dello scafo. Queste botole, costruite senza sfruttare criteri ergonomici, erano di difficile accesso dall'interno dello scafo e, spesso, nel caso di un colpo sulla torretta, era facile che il cannone collassasse su una di esse sigillandola. Questa difficoltà di uscita dal carro era una condanna a morte per l'equipaggio dello scafo nel caso che il carro avesse preso fuoco. Una volta constatato questo, il meccanismo di apertura delle botole fu modificato e fu ampliata la luce delle botole stesse.
Gli Sherman furono presenti in quasi tutti i teatri bellici durante la II Guerra Mondiale.

Il modello è in scala 1/35 dell'Italeri. Il mortaio affardellato nella parte posteriore del mezzo è sempre della stessa ditta. L'equipaggio è Nemrod mentre i paracadutisti sono fanti americani della Dragon modificati e rappresentano membri della 101° Aviotrasportata, Compagnia "E" come Easy (vedi la fortunata serie televisiva Band of Brothers).

Il modello è il primo pezzo di un diorama rappresentante truppe americane all'ingresso di un villaggio della Francia occupata a pochi giorni dallo sbarco in Normandia.

     

 

 

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Infantry Tank MK. IV CHURCHILL

     

ll modello in scala 1/35 è di produzione sconosciuta, ritrovato in casa dentro una vecchia busta ingiallita qualche anno fa senza decal ne istruzioni per il montaggio.  I soldatini sono della nota Dragon. Il diorama rappresenta il carro armato nell'atto di sfondare un muro di pietra in appoggio ad un gruppo di fanti inglesi in una probabile località della Francia occupata nel 1944. Il "Churchill" era dotato di larghi cingoli avvolgenti, i quali gli garantivano un’ottima manovrabilità, una buona tenuta di strada e il vantaggio degli accessi laterali, che permettevano agli occupanti un agevole accesso e, all’occorrenza, una rapida fuga dal mezzo. Gli stessi cingoli avvolgenti davano però qualche problema di manutenzione perché esponevano il carro ai colpi sulle fiancate. La corazzatura era eccezionale: spessa quasi 100 mm nella parte frontale e ancor di più in torretta nessuna corazza del 1942 era in grado di competere con quella del Churchill (tranne quella del Tiger tedesco); la corazza rendeva però il mezzo pesante e di conseguenza lento, l’autonomia, di circa 150 km.

     
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PUMA SD KFZ 234/2

     

Il modello in scala 1/35 è di produzione ITALERI, e rappresenta l'equipaggio di un'autoblinda tedesca Puma dell'XI Divisione Panzer nell'atto di indicare la direzione ad un gruppo di fanteria sbandato e raccogliticcio. La Sdkfz 234/2 Puma, fu un'eccellente autoblindo provvista di torretta con cannone KwK 39/1 da 50 mm. La torretta era stata destinata in origine al carro leggero Leopard, progetto poi annullato, e una volta riadattata per la Puma che così acquistò in potenza di fuoco quanto bastava per contrastare l'impiego, sempre più frequente, di carri armati leggeri da parte dei reparti esploranti sovietici. Sulla torretta, di forma balistica eccellente, era anche installata una mitragliatrice coassiale MG 42. La Puma era così ben quotata che nel 1945, quando l'industria tedesca subì un drastico ridimensionamento, essa fu l'unico mezzo da esplorazione che continuò ad essere prodotto

 

 

 

 

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Semovente Ansaldo 75/18

     

Il modello in scala 1/35 è di produzione ITALERI, e rappresenta l'equipaggio di un semovente Ansaldo M75/18 in sosta nel deserto.Progettato dalla Ansaldo Fossati alla fine 1940, eseguì le prove di tiro all'inizio del 1941 e dati gli ottimi risultati, entrò immediatamente in produzione per un totale di 250 esemplari alla data dell'armistizio (8 settembre 1943). Lo scafo era quello del carro armato M13 e M14 il quale, con l'abolizione della torretta, aveva migliorato le prestazioni, soprattutto, è ovvio, riguardo alla velocità che passava da 30 a 35 Km/h per lo scafo M13/40 e da 32 a 38 Km/h per il tipo M14/41. In casamatta montava un obice da 75 mm dal tiro molto teso ed efficace, munito inoltre di freno di bocca (realizzazione e scoperta, questa, esclusivamente italiana) che permetteva di ridurre a un terzo il rinculo del pezzo all'interno della camera di combattimento: esso poteva essere brandeggiato per 40° ma in pratica il settore di tiro era di 360° poichè l'eccellente mobilità del mezzo permetteva, con le leve di comando e a veicolo in movimento, di orientare il puntamento in ogni direzione; l'elevazione andava da -12° a +22°;  la protezione del veicolo era infine completata da una Breda 38 da 8 mm controaerei.

Dopo una prima breve partecipazione nella battaglia di Bir Hacheim, gli arrivi sempre più massicci dall'Italia misero il semovente in condizioni di partecipare attivamente all'ultima grande avanzata del DAK verso Alessandria.Ad El Alamein fu l'olocausto; gli artiglieri del DLIV e DLVI gruppo combatterono aspramente attorno alle quote 34 e 33 e il giorno 30 di ottobre 1942, dopo aver caricato 100 colpi su ciascun semovente, per l'ultima battaglia (il che significava la bellezza di 7 tonnellate di esplosivo per veicolo) attaccarono fino all'ultimo mezzo in grado di manovrare: quindi cessarono di esistere come unità organiche. 
Gli ultimi due semoventi del DLIV gruppo difesero, in piena ritirata ormai, la ridotta Capuzzo, il giorno 9 e qui furono distrutti. Intanto il V e VI gruppo del 132° Ariete, con 12 semoventi, nella notte tra il 4 e il 5 novembre, venivano completamente annientati, insieme a tutta l'Ariete fino ad allora rimasta in retroguardia, poco lontano da Bir El Abd, nel tentativo di arginare intere brigate corazzate nemiche da cui erano stati attaccati.

     

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Camionetta SPA Viberti AS 42 Sahariana

     

Per controbattere le micidiali incursioni del “LONG RANGE DESERT GROUP” britannico nelle retrovie delle truppe dell’Asse in Nord Africa, nel 1941 lo Stato Maggiore. del Regio Esercito, richiese la messa a punto di un veicolo mirato per le operazioni desertiche, veloce, bene armato e di grande autonomia. Fu così che adattando una carrozzeria a cielo aperto, molto semplice e rustica, unita all’ottimo telaio della Blindo AB-41, la Viberti di Torino realizzò nel 1942 la camionetta AS 42 “SAHARIANA”;  essa fu il più moderno veicolo da ricognizione impiegato in Africa per le operazioni a largo raggio nel deserto. Trattavasi di un mezzo caratterizzato da ruote di grande diametro (praticamente uguali a quelle dall’AB-41), motore posteriore, muso spiovente ed arrotondato su cui era alloggiata la ruota di scorta, fiancate chiuse “tappezzate” di fustini di benzina (10 per lato) e contenitori d’acqua (2 per lato, anteriormente); sul retro delle fiancate erano sistemate due lamiere per le operazioni di disinsabbiamento.
Dotata del solo sedile per il conducente, tutto il resto dello spazio a bordo era consacrato al carico utile (fino a 6 uomini equipaggiati) ed all’armamento.
Durante le operazioni il vetro anteriore ed i fari erano ricoperti da una speciale fodera di tela per evitare che riflettessero i raggi solari.
L’armamento pesante prevedeva alternativamente un fucile c.c. Solothurn da 20 mm (d’origine svizzera), oppure un cannone/mitragliatrice Breda Mod. 41 da 20 mm., oppure un cannone c.c. da 47/32 (installato anche sull’M13/40).
La dotazione era completata da un armamento leggero comprendente fino a tre mitragliatrici Breda mod. 37 cal. 8.

Il modello in scala 1/35 è di produzione ITALERI e rappresenta un veicolo del Raggruppamento Sahariane in Tunisia nel 1943 

 

       

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 Figurini 54 mm

 

Genieri tedeschi II °WW

l modello in scala 1/35 è di produzione Dragon e rappresenta tre genieri tedeschi all'atto di attraversare un corso d'acqua

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 Figurini 1/16
 

 

   Cacciatore di carri tedesco II ° G.M-  Fronte Orientale 1944

Il Kit della Dragon in scala 1/16 rappresenta un sottufficiale tedesco della Wermacht impegnato sul fronte orientale durante il  1944. 

Il fante, decorato di croce di guerra, impugna una mina anticarro e un mitra M40. Sulla manica destra mostra il distintivo che attesta la distruzione di un carro avversario. L'elmetto è coperto da un telino mimetico.

 

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 Navi scala 1/72

Schnellboot S100

     

Lo Schnellboot S100, fu un evoluzione dei precedenti modelli di Schnellboot, la cui caratteristica più evidente, era la blindatura costruita intorno alla cabina di comando, chiamata Kalottenbrocke. Altra caratteristica, erano i tubi lanciasiluri, posizionati all’interno della struttura del ponte, a differenza dei modelli precedenti sui quali erano posizionati superiormente al ponte anteriore. Armamento e motori potenziati erano le altre novità rispetto ai modelli precedenti. Le Schnellboot operarono nel Mar Baltico, il Mediterraneo e il Mar Nero, ma la loro area principale di operazioni era il Canale inglese dove attaccavano le navi nemiche, soprattutto durante la notte. Un altro impiego meno conosciuto è stato l’impiego come posa-mine, ma a causa della loro limitata capacità di carico (solo 6 mine) furono Usate marginalmente per questo scopo. Il modello e l'equipaggio è Revell in scala 1/72.

     

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LCM USN LANDING CRAFT

     

I Landing Craft, Mechanized (LCM) furono i più diffusi mezzi da sbarco dell'intera storia, non soltano della seconda guerra mondiale. Propulsi da motore diesel avevano una rampa di carico anteriore. Potevano trasportare squadre di fanteria o un carro medio. L'acronimo LCM nasce per il primo modello britannico, l'LST, e venne usato anche come hull classification symbol (simbolo di classificazione di scafo) dell'US Navy. Il modello rappresenta una scena di sbarco durante il D- Day. L'imbacazione  Il modello è Trumpeterl in scala 1/72, i fanti sono ESCI, l'equipaggio Hasegawa (modificati) e il GMC è sempre Hasegawa.

     

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