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Il
modello rappresentato della Delta 2 è in scala 1/72. Il
MACCHI MC 205 "Veltro" fu progettato dall'ingegnere Mario
Castoldi. Era sostanzialmente un'evoluzione del precedente Macchi C.202 Folgore, ottenuta grazie all'installazione, nella stessa cellula, di un motore Fiat RA 1050 RC 58 Tifone, versione italiana costruita su licenza del Daimler-Benz DB 605 da 1.475 hp, che sviluppava circa 300 cavalli in più, dell'Alfa Romeo RA.1000 RC.41 Monsone (costruzione su licenza del Daimler-Benz DB 601) usato sul Folgore, e di un armamento più potente.
La disponibilità numerica, vista la produzione che realizzò circa 181 esemplari prima del settembre 1943 (128 entro i primi 7 mesi dell'anno), fu dimezzata al tempo dell'Armistizio a causa delle perdite subite per incidenti e per azioni nemiche. La produzione venne ripresa nell'ottobre successivo e definitivamente sospesa dopo che le officine Macchi rimasero gravemente danneggiate dai bombardamenti del 30 aprile 1944.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre ne restavano circa 50 al Sud, mentre alcuni Veltro furono recuperati e costituirono l'ossatura dei reparti da caccia della Regia Aeronautica cobelligerante (principalmente col 51° Stormo), operando nei Balcani fino all'esaurimento dei pezzi di ricambio. Tre "Veltro" esistono ancora, a tutt'oggi, uno dei quali fu restaurato e messo in condizioni di volare. Questo esemplare partecipò a numerose manifestazioni aeree fino alla fine del 1986.
Dimensioni
e caratteristiche: Motore Fiat RA 1050 RC 58
Tifone; Potenza 1.475 hp,; Apertura alare
10,58 mt; Lunghezza 8,85 mt; Altezza 3,48 mt; Peso a vuoto 3408 kg;
Peso totale 3048 kg; Velocità massima 642
km ⁄ h; Velocità di crociera 580
km ⁄ h; Autonomia 985 km; Quota di tangenza10800 m.
Armamento:
due cannoncini Maser alari da 20 mm in aggiunta alle due
mitragliatrici da 12,7mm, che già equipaggiavano il tipo
precedente. |
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Il Macchi M.C.202 Folgore era un aereo monomotore, monoposto, ad ala bassa progettato e prodotto dall'azienda italiana Aeronautica Macchi nel 1941-1942 ed impiegato nell'ultimo conflitto dalla Regia Aeronautica. "Strutturalmente simile all'M.C.200, l'M.C.202 aveva il più potente motore tedesco DB601A costruito su licenza dall'Alfa Romeo." Nel complesso, il "Folgore" si rivelò il migliore caccia italiano della guerra, e non solo per le sue eccellenti caratteristiche, ma anche per il vasto impiego operativo e per la quantità di esemplari prodotti, che superò il numero di 1100. L'impiego operativo del Macchi M.C.202 iniziò in Libia, nel novembre 1941, ma poi si estese a tutto il fronte dell'Africa Settentrionale, al teatro balcanico e mediterraneo, al fronte russo, proseguendo senza interruzioni, per tutta la
guerra.
Fu il primo velivolo a dare ai piloti della Regia un consistente margine di vantaggio nei confronti della maggior parte dei caccia britannici.
Era considerato ampiamente superiore sia all'Hawker Hurricane, sia al Curtiss P-40 Kittyhawk contro i quali si scontrò, sul fronte della Libia, e almeno all'altezza dello Spitfire V. Era in grado di superare in manovra tutti e tre, sebbene lo Spitfire avesse una superiore velocità di salita.
Dimensioni
e caratteristiche: Motore Alfa Romeo RA 1000 RC.41; Potenza 1.175
hp; Apertura alare
10,58 mt; Lunghezza 8,85 mt; Altezza 3,02 mt; Peso a vuoto
2357 kg;
Peso totale 2937 kg; Velocità massima 599 km ⁄ h; Velocità di crociera
430 km ⁄ h; Autonomia 765 km; Quota di tangenza11350 m.
Armamento:
2 Breda-SAFAT da 12,7 mm
con 400 cartucce per arma(dalla IV serie, altre due da 7,7 mm alari) con 500 cartucce per arma |
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Il modello della Supermodel, in scala 1/72, rappresenta un velivolo Fiat G 55 Centauro della 363° Squadriglia Caccia Terrestre, 150° Gruppo, 53° Stormo, prima dell'armistizio. Il Fiat G.55 Centauro era un aereo da caccia diurno, monoposto, monomotore, da intercettazione e superiorità aerea impiegato dalla Regia Aeronautica e dall'Aeronautica Nazionale Repubblicana (A.N.R.) tra il 1943 e il 1945. Progettato dall'ingegnere Giuseppe Gabrielli, da cui la "G" della sigla, il Fiat G.55 era considerato, nel complesso, il migliore dei caccia della celebre "serie 5", realizzata attorno al motore tedesco Daimler-Benz DB 605. che includeva anche il Macchi M.C.205 e il Reggiane Re.2005. Questo veloce e robusto aereo, in volo dall'aprile del 1942, nel corso del suo breve ma intenso servizio operativo, svolto quasi esclusivamente sotto le insegne dell'aviazione della Repubblica Sociale Italiana, si dimostrò un intercettore assai efficace in quota. Nelle battaglie aeree svoltesi nei cieli dell'italia del Nord, nell'ultimo anno di guerra, il Centauro si scontrò con avversari di tutto rispetto, come il Supermarine Spitfire e gli americani P-38, P-47 e P-51, dimostrandosi in ogni occasione un potente avversario. In produzione dai primi del 1943, le prime consegne furono l'agosto dello stesso anno. Era molto apprezzato dai piloti ma se ne produssero solo 105 esemplari.
Dimensioni e carattestistiche:
progettista Ing. Giuseppe Gabrielli; monoplano monomotore da caccia / caccia notturna; Primo Volo 30 Aprile 1942 pilota Valentino Cus; Ap. Alare mt. 11,85; lunghezza mt. 9,37; altezza mt. 3,13; sup. Alare mq 21,11; peso max 3520 kg.; peso a vuoto 2630 kg; vel. max 620 km/h a 7100mt; tangenza prat. 12700 mt.; autonomia 1160 km; motore Daimler Benz DB605A da 1475CV al decollo;
Armamento: 1 cann. Mauser da 20mm + 4 mitr. da 12,7 mm
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FIAT
G.50 "Freccia" |
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Il
modello dell'Airfix in scala 1/72, estesamente modificato, rappresenta un velivolo Fiat
G 50 Freccia della 395° Squadriglia Autonoma Caccia Terrestre, 150°
Gruppo, 53° Stormo, prima dell'armistizio.Il Fiat G.50 "Freccia" era un monoplano da caccia italiano sviluppato nella seconda metà degli anni trenta. Prestò servizio nella Regia Aeronautica durante la guerra civile spagnola e nella prima fase della seconda guerra mondiale. Trovò impiego anche all'estero, nella forza aerea croata e nella Suomen ilmavoimat, la forza aerea finlandese. E proprio sotto le insegne finlandesi il monoplano della Fiat ottenne i maggiori successi (99 vittorie aeree confermate).
Monoplano con ala bassa a sbalzo, con le sole superfici di governo rivestite in tela. "Era caratterizzato da una robusta struttura completamente metallica, e fu il nostro primo caccia a carrello retrattile" (Giorgio Bignozzi, Aerei d'Italia Milano Edizioni E.C.A. 2000). In particolare, le gambe anteriori del carrello erano retrattili verso l'interno mentre aveva il ruotino di coda fisso. Particolarmente maneggevole per essere un monoplano, il G.50 aveva una velocità superiore al biplano Fiat C.R.42 di soli 33 km/h, e gli era pari per armamento. Forse la migliore caratteristica del progetto era l'eccezionale robustezza della cellula, che ne favorì l'impiego come assaltatore quando, durante la seconda guerra mondiale, venne surclassato come caccia. Motorizzato con l'affidabile motore radiale Fiat A.74 RC.38 capace di una potenza nominale di 840 CV (618 kW), costruzione su licenza dello statunitense Pratt & Whitney R-1830-64 di analoga potenza, condivideva questo propulsore con molti progetti coevi, fra cui appunto l'M.C.200, il C.R.42 ed altri velivoli.
Dimensioni
e caratteristiche: progettista Ing. Giuseppe Gabrielli;
apertura alare mt. 10,98; lunghezza totale mt. 7,80; altezza totale
mt. 2,96; superficie alare mq. 18,25; peso a vuoto kg. 1.930; peso a carico max. kg. 2.330;
velocità max. km/h. 483 a 4.500 mt.; autonomia km. 670; tangenza max.
mt. 10.700; motore Fiat A.74 RC.38 da cv. 840 a mt. 3.800 Armamento:
due mitragliatrici BREDA-SAFAT da 12,7 mm. montate sopra la cappottatura motore, sincronizzate e sparanti attraverso il disco dell'elica. |
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Fiat CR 32
Bis
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Il
modello in scala 1/72 della Supermodel rappresenta un Fiat CR 32
bis, M.M.3025 dell'85° Squadriglia del 18° Gruppo,III Stormo
Caccia così come si presentava all'aeroposto di Torino
Mirafiori alla vigilia della Guerra di Spagna Il .Fiat C.R.32 (Caccia Rosatelli, dal nome del progettista) era un aereo biplano da caccia prodotto dall'azienda italiana Fiat Aviazione negli anni trenta.
Impiegato principalmente dalla Aviazione Legionaria, durante la guerra civile spagnola, e dalla Regia Aeronautica, nel primo periodo della seconda guerra mondiale, venne adottato anche dalle aeronautiche cinese, ungherese, austriaca, venezuelana e paraguyana. Utilizzato durante la Guerra Civile Spagnola a sostegno dei Nazionalisti, in Spagna, si guadagnò presto la reputazione di uno dei più straordinari biblani di tutti i tempi. Nel Paese iberico fu anche prodotto su licenza e restò in servizio fino al 1953, vent'anni dopo il suo primo volo.
Questo piccolo aereo della Fiat era compatto, robusto e assai manovrabile e diede delle ottime dimostrazioni delle proprie capacità in tutta Europa alla guida dei piloti delle Pattuglie acrobatiche. Ancor oggi conserva la reputazione incontestata di essere stato il più famoso degli aerei da caccia italiani. Seppure non eccezionalmente rapido, era robusto e maneggevole e potentemente armato, per la sua epoca, la decade 1930-1940, con le sue due mitragliatrici Breda-SAFAT da 12,7 millimetri, sincronizzate e sparanti attraverso il disco dell'elica.
Dimensioni
e caratteristiche: progettista Ing.
Celestino Rosatelli; apertura
alare 9,5 m.; lunghezza 7,45 m.; altezza 2,36 m.; superficie alare
22,10 mq.; peso totale 1.865 Kg.; a vuoto 1.325 Kg.; velocita'
massima 375 Km/h; salita a 5.000 m. in 9'; tangenza teorica 9.000
m.; autonomia 750 Km. Motore FIAT A.30 R.A. da 600 CV. (tutte le
versioni)
Armamento:
due mitragliatrici da 7,7 o 12,7mm. fisse in caccia. La versione
denominate Bis come quella rappresentata dal modello
possedeva altre due mitragliatrici supplementari montate sulle
semiali inferiori che ne facevano scadere le originali
caratteristiche aerodinamiche. |
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Macchi
Castoldi MC 200
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modello della Revell, in scala 1/72, rappresenta un velivolo MC
200 Saetta della 385° Squadriglia Autonoma Caccia Terrestre
basato ad Araxos in Grecia nell'estate del 1943. Il
prototipo M.M. 336 volava per la prima volta a Lonate Pozzolo la
vigilia di Natale del 1937 con ai comandi il collaudatore capo
della Macchi Giuseppe Burei. Costruito
in numerosi esemplari nel corso di tutta la Seconda Guerra Mondiale,
il Macchi MC 200 si rivelò una macchina dalle caratteristiche
alquanto scadenti e dal pilotaggio complesso, talvolta rischioso, a
causa di alcuni difetti nella progettazione dell’ala.
Tali problemi furono risolti solo dopo l’introduzione di una nuova
ala, che venne adottata anche dai successivi caccia Macchi MC 202 e
MC 205, grazie alla quale questo caccia fu in grado di fornire
prestazioni competitive e contribuire allo svolgimento delle
operazioni in Africa ed in Russia.
Dotato di armamento leggero (due sole mitragliatrici da 12.7 mm) il
MC 200 è stato impiegato sul fronte greco-albanese, libico e russo.
Successivamente venne impiegato come assaltatore in Africa
Settentrionale, nella campagna di Tunisia e per la scorta di
convogli navali.
Dopo la guerra i velivoli superstiti svolsero ruoli di addestramento
sino al 1947.
Dimensioni
e caratteristiche: progettista Ing.
Mario Castoldi; struttura completamente metallica con con carrello
retrattile: apertura alare 10,58 m.; lunghezza 8,19 m.; altezza 3,51
m.; superficie alare 16,8 mq.; peso totale 2.328 Kg.; a vuoto 1.898
Kg.; velocita' massima 503 Km/h; di crocera 450; salita a 6.000 m.
in 6' 30''; tangenza 8.900 m.; autonomia 870 Km. Motore FIAT A.74
R.C.38 da 840 CV.
Armamento:
due mitragliatrici da 12,7mm. fisse sul muso e sincronizzate. |
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Macchi
Castoldi MC 202 D
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I
primi esemplari del Macchi 202 Folgore vennero consegnati alla R.A.
nel maggio 1941.Partecipo' nel '42 alle epiche battaglie
dell'avanzata fino ad Ed Alamein alla ritirata in Tunisia. Fu
impiegato in Libia, Sicilia, Sardegna, in Egeo, in Russia e
sull'isola di Malta. Dopo l'armistizio fu impiegato nei Balcani. E'
stato il più tipico caccia italiano della Seconda Guerra.
Il
modello, come il precedente in scala 1/72 è della Supermodel,
rappresenta l'unico esemplare del caccia MC 202 M.M. 7768
equipaggiato con un radiatore ventrale. L'incremento in
performance di questa soluzione tecnica fu tanto marginale che
non giustificò un interruzione delle linee di montaggio.
Dimensioni
e caratteristiche: progettista Ing.
Mario Castoldi; derivato
dal MC 200: apertura alare 10,58 m.; lunghezza 8,85 m.; altezza 3,02
m.; superficie alare 16,8 mq.; peso totale 2.937 Kg.; a vuoto 2.357
Kg.; velocita' massima 600 Km/h; di crocera 580; salita a 6.000 m.
in 5' 55''; tangenza 11.500 m.; autonomia 765 Km. Motore Daimler
Benz 601 in linea da 1175 hp.
Armamento:
due mitragliatrici da 12,7mm. fisse in
caccia; dalla VII serie in poi la predisposizione per armamento
alare con due armi Breda SAFAT da 7,7 mm, (quasi mai utilizzato). |
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F
104 S Aeritalia |
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Il
modello Hasegawa, in scala 1/72, rappresenta un caccia F 104 S
di produzione Aeritalia basato a Novara negli anni '80.
Il velivolo è il naturale sviluppo del precedente F 104 G
prodotto dalla statunitense Lockeed.
Il Lockheed F-104 Starfighter è uno tra i più famosi caccia-intercettori di tutti i tempi. È rimasto in servizio in Italia fino al 31 ottobre 2004 pur essendo un velivolo superato e non più affidabile (nonostante i successivi aggiornamenti).
Entrò in servizio nel 1956 ma, sebbene dotato di buone prestazioni di tangenza massima e rateo di salita che lo rende ideale come intercettore, possedeva una bassa manovrabilità. Questo soprattutto a causa della scarsa superficie alare, anche perché fu concepito come un vettore di missili: i piloti cioè avrebbero solo dovuto raggiungere un'area sicura da dove lanciare i loro missili contro l'obiettivo designato e poi ritornare alla base senza ingaggiare combattimenti aerei ravvicinati. Questo implicava alte velocità di manovra (soprattutto in virata) con eccessivi spazi richiesti per i duelli ravvicinati ed è questo, fondamentalmente, il motivo che lo ha reso negli anni sempre meno interessante.
In Italia, dove gli incidenti sono stati numerosi, è stato sostituito prima con degli F-16 in leasing e, a partire dal 2005, dall'Eurofighter Typhoon, che offre prestazioni e manovrabilità al passo con i tempi.
Dimensioni
e caratteristiche: apertura
alare 6,68 m; altezza 4,11 m; lunghezza 16,69 m; superficie alare
18,22 m2; Pesi a vuoto 6.760 kg max al decollo 14.600 kg; velocità
max Mach 2.2 a 11.000 mt; tangenza 17.680 m;autonomia
massima 2.920 km
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IMAM Ro.37 |
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modello in vacuuform, scala 1/72 rappresenta un ricognitore italiano IMAM Ro.37 della 39° Squadriglia, 5° Gruppo Osservazione
Aerea (MM11070
)di base a
Venaria Reale nel giugno del 1940. (Equipaggio: maresciallo pilota
Alfredo Raffio, osservatore il tenente del Regio Esercito).
Progettista Ing. Giovanni Galasso.
Giovanni Faresi. L'IMAM Ro.37 Lince era un monomotore da ricognizione biplano prodotto
dall'azienda italiana IMAM nella prima metà degli anni trenta. Utilizzato principalmente dalla Regia Aeronautica prestò servizio durante la
guerra d'Etiopia, la guerra civile spagnola nei reparti dell'Aviazione Legionaria
e nella prima fase del seconda guerra mondiale.
Dimensioni
e caratteristiche:
motore Fiat A.30 RA bis posizionato sul muso, un 12 cilindri a V di potenza pari a 600 CV.
; Apertura
alare 11,08 mt; Lunghezza totale 8 ,57 mt; Altezza totale 3,11 mt;
Superficie alare 32,00 mq; Peso a vuoto 1.465 kg; Peso a carico
max 2.300 kg; Velocità max 330
km/h (a 4.500 mt); Velocità minima 105
km/h; Tempo di salita 11' a 4.000 mt; Tangenza max 7.500 mt;
Autonomia 1.500 km;
Armamento:
2 mitragliatrici da 7,7 (fisse muso) dotate di caricatori da 500 colpi per arma
e 1 mitr. da
7,7 mm (dorsale); Carico bellico coppia di bombe da 36 kg o, in alternativa, 72 spezzoni da 2 kg caricati nella spezzoniera ventrale.
La dotazione prevedeva un'apparecchiatura radio ricetrasmittente ed una fotocamera aerofotoplanimetrica OMI tipo A.G.R.61 formato 13x18.
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IMAM Ro.37
Bis
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modello della Classic Airframe in scala 1/72 rappresenta un ricognitore italiano IMAM Ro.37
bis 33^ Squadriglia autonoma
61° Gruppo Osservazione Aerea così come si presentava a Bresso nel
1938. Aeromobile del tutto simile all' IMAM
Ro. 37 in
forme, dimensioni e armamento, si differenziava da questo per
l'adozione di un motore stellare Piaggio
P.IX R.C.40 della potenza di 560 cv a 4.000 metri.
I Ro.37 conobbero un discreto successo nell'esportazione, venendo impiegati anche
dalle aeronautiche ungherese, afghana e da alcune nazioni del centro e sud
America. Recentemente il contingente italiano in Afghanistan ha
ritrovato e recuperato alcuni relitti del velivolo italiano, vedi il
link
Dimensioni
e caratteristiche: Motore Piaggio
P.IX R.C.40, Potenza 560 cv. a 4.000 mt; Apertura alare
11,08 mt; Lunghezza totale 8 ,57 mt; Altezza totale 3,11 mt;
Superficie alare 32,00 mq; Peso a vuoto 1.465 kg; Peso a carico max
2.300 kg; Velocità max 330
km/h (a 4.500 mt); Velocità minima 105
km/h; Tempo di salita 11' a 4.000 mt; Tangenza max 7.500 mt;
Autonomia 1.500 km;
Armamento:
2 mitr. da 7,7 (fisse muso) dotate di caricatori da 500 colpi per arma
e 1 mitr. da 7,7
mm (dorsale); Carico bellico coppia di bombe da 36 kg o, in alternativa, 72 spezzoni da 2 kg caricati nella spezzoniera ventrale. La dotazione prevedeva un'apparecchiatura radio ricetrasmittente ed una fotocamera aerofotoplanimetrica OMI tipo A.G.R.61 formato 13x18. |
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Mezzi
militari 1/35 |
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Sherman
M4A1 "Band of brothers"
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Il carro M4
A1 Sherman era un carro con scafo saldato, molto simile nella parte inferiore all'M3. Lo scafo presentava una fronte arrotondata ed inclinata, mentre i fianchi erano verticali. Il motore fu inizialmente il Wright-Continental R-975 C1 "Whirlwind" (ciclone), radiale sviluppato per usi aeronautici. Il vano di combattimento era nella parte anteriore del carro, mentre il motore era posteriore, separato dal vano equipaggio da un parete tagliafuoco e coperto da una griglia che ne permetteva la refrigerazione. L'albero di trasmissione passava sotto il pavimento della camera di combattimento, per portare la potenza del motore alle ruote dentate anteriori. Il cambio era a cinque marce e retromarcia. Lo scafo era sostenuto da tre carrelli a due ruote per lato e con ammortizzatori verticali, posteriormente erano montate due ruote folli (che avevano anche la funzione di regolare la tensione dei cingoli) e su ogni carrello era posto superiormente un ruotino di ritorno del cingolo. I cingoli nel corso della vita operativa del carro, furono di cinque tipi
differenti. L'equipaggio, di 5 uomini, era nello scafo (guidatore e operatore radio) ed in torretta (capocarro, capopezzo e caricatore). L'accesso, oltre che dalle due botole della torretta, era assicurato da due botole nella parte anteriore dello scafo. Queste botole, costruite senza sfruttare criteri ergonomici, erano di difficile accesso dall'interno dello scafo e, spesso, nel caso di un colpo sulla torretta, era facile che il cannone collassasse su una di esse sigillandola. Questa difficoltà di uscita dal carro era una condanna a morte per l'equipaggio dello scafo nel caso che il carro avesse preso fuoco. Una volta constatato questo, il meccanismo di apertura delle botole fu modificato e fu ampliata la luce delle botole stesse.
Gli Sherman furono presenti in quasi tutti i teatri bellici durante
la II Guerra Mondiale. Il
modello è in scala 1/35 dell'Italeri. Il mortaio affardellato nella
parte posteriore del mezzo è sempre della stessa ditta. L'equipaggio è Nemrod mentre i paracadutisti sono fanti
americani della
Dragon modificati e rappresentano membri della 101° Aviotrasportata,
Compagnia "E" come Easy (vedi la fortunata serie
televisiva Band of Brothers). Il
modello è il primo pezzo di un diorama rappresentante truppe
americane all'ingresso di un villaggio della Francia occupata a
pochi giorni dallo sbarco in Normandia. |
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Infantry
Tank MK. IV CHURCHILL
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ll modello in scala 1/35 è di
produzione sconosciuta, ritrovato in casa dentro una vecchia busta
ingiallita qualche anno fa senza decal ne istruzioni per il
montaggio. I soldatini sono della nota Dragon. Il diorama
rappresenta il carro armato nell'atto di sfondare un muro di pietra in
appoggio ad un gruppo di fanti inglesi in una probabile località della
Francia occupata nel 1944. Il "Churchill" era dotato di larghi
cingoli avvolgenti, i quali gli garantivano un’ottima manovrabilità,
una buona tenuta di strada e il vantaggio degli accessi laterali, che
permettevano agli occupanti un agevole accesso e, all’occorrenza, una
rapida fuga dal mezzo. Gli stessi cingoli avvolgenti davano però qualche
problema di manutenzione perché esponevano il carro ai colpi sulle
fiancate. La corazzatura era eccezionale: spessa quasi 100 mm nella parte
frontale e ancor di più in torretta nessuna corazza del 1942 era in grado
di competere con quella del Churchill (tranne quella del Tiger tedesco);
la corazza rendeva però il mezzo pesante e di conseguenza lento, l’autonomia,
di circa 150 km.
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PUMA
SD KFZ 234/2 |
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modello in scala 1/35 è di produzione ITALERI, e rappresenta
l'equipaggio di un'autoblinda tedesca Puma dell'XI Divisione
Panzer nell'atto di indicare la direzione ad un gruppo di
fanteria sbandato e raccogliticcio. La Sdkfz 234/2 Puma, fu
un'eccellente autoblindo provvista di torretta con cannone KwK 39/1 da
50 mm. La torretta era stata destinata in origine al carro leggero
Leopard, progetto poi annullato, e una volta riadattata per la Puma che
così acquistò in potenza di fuoco quanto bastava per contrastare
l'impiego, sempre più frequente, di carri armati leggeri da parte dei
reparti esploranti sovietici. Sulla torretta, di forma balistica
eccellente, era anche installata una mitragliatrice coassiale MG 42. La
Puma era così ben quotata che nel 1945, quando l'industria tedesca subì
un drastico ridimensionamento, essa fu l'unico mezzo da esplorazione che
continuò ad essere prodotto |
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Semovente
Ansaldo 75/18 |
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Il
modello in scala 1/35 è di produzione ITALERI, e rappresenta
l'equipaggio di un semovente Ansaldo M75/18 in sosta nel
deserto.Progettato dalla Ansaldo Fossati alla fine 1940, eseguì
le prove di tiro all'inizio del 1941 e dati gli ottimi
risultati, entrò immediatamente in produzione per un totale di
250 esemplari alla data dell'armistizio (8 settembre 1943). Lo scafo era quello del carro armato M13 e M14 il quale, con
l'abolizione della torretta, aveva migliorato le prestazioni,
soprattutto, è ovvio, riguardo alla velocità che passava da 30
a 35 Km/h per lo scafo M13/40 e da 32 a 38 Km/h per il tipo
M14/41. In casamatta montava un obice da 75 mm dal tiro molto teso ed
efficace, munito inoltre di freno di bocca (realizzazione e
scoperta, questa, esclusivamente italiana) che permetteva di
ridurre a un terzo il rinculo del pezzo all'interno della camera
di combattimento: esso poteva essere brandeggiato per 40° ma in
pratica il settore di tiro era di 360° poichè l'eccellente
mobilità del mezzo permetteva, con le leve di comando e a
veicolo in movimento, di orientare il puntamento in ogni
direzione; l'elevazione andava da -12° a +22°; la
protezione del veicolo era infine completata da una Breda 38 da
8 mm controaerei.
Dopo
una prima breve partecipazione nella battaglia di Bir Hacheim,
gli arrivi sempre più massicci dall'Italia misero il semovente
in condizioni di partecipare attivamente all'ultima grande
avanzata del DAK verso Alessandria.Ad El Alamein fu l'olocausto;
gli artiglieri del DLIV e DLVI gruppo combatterono aspramente
attorno alle quote 34 e 33 e il giorno 30 di ottobre 1942, dopo
aver caricato 100 colpi su ciascun semovente, per l'ultima
battaglia (il che significava la bellezza di 7 tonnellate di
esplosivo per veicolo) attaccarono fino all'ultimo mezzo in
grado di manovrare: quindi cessarono di esistere come unità
organiche.
Gli ultimi due semoventi del DLIV gruppo difesero, in piena
ritirata ormai, la ridotta Capuzzo, il giorno 9 e qui furono
distrutti. Intanto il V e VI gruppo del 132° Ariete, con 12 semoventi,
nella notte tra il 4 e il 5 novembre, venivano completamente
annientati, insieme a tutta l'Ariete fino ad allora rimasta in
retroguardia, poco lontano da Bir El Abd, nel tentativo di
arginare intere brigate corazzate nemiche da cui erano stati
attaccati. |
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Camionetta
SPA Viberti AS 42 Sahariana |
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Per
controbattere le micidiali incursioni del “LONG RANGE DESERT GROUP”
britannico nelle retrovie delle truppe dell’Asse in Nord Africa, nel
1941 lo Stato Maggiore. del Regio Esercito, richiese la messa a punto di
un veicolo mirato per le operazioni desertiche, veloce, bene armato e di
grande autonomia. Fu
così che adattando una carrozzeria a cielo aperto, molto semplice e
rustica, unita all’ottimo telaio della Blindo AB-41, la Viberti di
Torino realizzò nel 1942 la camionetta AS 42 “SAHARIANA”;
essa fu il più moderno veicolo da ricognizione impiegato in Africa per
le operazioni a largo raggio nel deserto. Trattavasi di un mezzo caratterizzato da ruote di grande diametro (praticamente uguali a quelle dall’AB-41), motore posteriore, muso spiovente ed arrotondato su cui era alloggiata la ruota di scorta, fiancate chiuse “tappezzate” di fustini di benzina (10 per lato) e contenitori d’acqua (2 per lato, anteriormente); sul retro delle fiancate erano sistemate due lamiere per le operazioni di
disinsabbiamento.
Dotata del solo sedile per il conducente, tutto il resto dello spazio a bordo era consacrato al carico utile (fino a 6 uomini equipaggiati) ed all’armamento.
Durante le operazioni il vetro anteriore ed i fari erano ricoperti da una speciale fodera di tela per evitare che riflettessero i raggi solari.
L’armamento pesante prevedeva alternativamente un fucile c.c. Solothurn da 20 mm (d’origine svizzera), oppure un cannone/mitragliatrice Breda Mod. 41 da 20 mm., oppure un cannone c.c. da 47/32 (installato anche sull’M13/40).
La dotazione era completata da un armamento leggero comprendente fino a tre mitragliatrici Breda mod. 37 cal.
8.
Il
modello in scala 1/35 è di produzione ITALERI e rappresenta un
veicolo del Raggruppamento Sahariane in Tunisia nel 1943
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Figurini 54 mm
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Genieri
tedeschi II °WW |
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l
modello in scala 1/35 è di produzione Dragon e rappresenta tre
genieri tedeschi all'atto di attraversare un corso d'acqua |
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Figurini 1/16
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Cacciatore di carri tedesco II ° G.M. -
Fronte Orientale 1944
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Il
Kit
della Dragon in scala 1/16 rappresenta un sottufficiale tedesco della
Wermacht impegnato sul fronte orientale durante il 1944.
Il
fante, decorato di croce di guerra, impugna una mina anticarro e un mitra M40. Sulla manica destra mostra il
distintivo che attesta la distruzione di un carro avversario. L'elmetto è
coperto da un telino mimetico.
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Navi scala 1/72
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Schnellboot
S100
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Lo
Schnellboot S100, fu un evoluzione dei precedenti modelli di
Schnellboot, la cui caratteristica più evidente, era la
blindatura costruita intorno alla cabina di comando, chiamata
Kalottenbrocke. Altra caratteristica, erano i tubi lanciasiluri,
posizionati all’interno della struttura del ponte, a
differenza dei modelli precedenti sui quali erano posizionati
superiormente al ponte anteriore. Armamento e motori potenziati
erano le altre novità rispetto ai modelli precedenti. Le
Schnellboot operarono nel Mar Baltico, il Mediterraneo e il Mar
Nero, ma la loro area principale di operazioni era il Canale
inglese dove attaccavano le navi nemiche, soprattutto durante la
notte. Un altro impiego meno conosciuto è stato l’impiego
come posa-mine, ma a causa della loro limitata capacità di
carico (solo 6 mine) furono Usate marginalmente per questo scopo.
Il modello e l'equipaggio è Revell in scala 1/72.
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LCM
USN LANDING CRAFT
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I Landing Craft, Mechanized (LCM) furono i più diffusi mezzi da sbarco dell'intera storia, non soltano della seconda guerra mondiale. Propulsi da motore diesel avevano una rampa di carico anteriore. Potevano trasportare squadre di fanteria o un carro medio. L'acronimo LCM nasce per il primo modello britannico, l'LST, e venne usato anche come hull classification symbol (simbolo di classificazione di scafo) dell'US
Navy. Il
modello rappresenta una scena di sbarco durante il D- Day.
L'imbacazione Il modello è Trumpeterl in scala 1/72, i
fanti sono ESCI, l'equipaggio Hasegawa (modificati) e il GMC è
sempre Hasegawa.
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