Bios teoreticos: - "Quest'attività è di per sé stessa la più alta: giacchè
l'intelligenza è la cosa più alta che è in noi; e, fra le
cose conoscibili, le più alte sono quelle di cui l'intelligenza
si occupa [...] L'uomo non deve, come alcuni dicono, conoscere
in quanto uomo le cose umane, in quanto mortale le cose mortali,
ma deve rendersi, per quanto è possibile, immortale e far di
tutto per vivere secondo quanto c'è in lui di più alto: se
pure ciò è poco di quantità, supera per potenza e valore
tutte le altre cose"Aristotele,
Etica Nicomachea, X, 7,1177 b 31
Da
bambino subivo il
fascino di ogni oggetto in grado di volare, fantasticavo per ore interminabili disegnando improbabili cruscotti
d'aeroplano, leve e interruttori,
con cui poi giocavo per giornate intere.
Con papà e con un cugino più
grandicello avevo provato più volte a far volare qualche aeromodello,
ottenendo scarsissimi risultati tanto che tutti i nostri tentativi
avevano duramente impattato sull’asfalto impietoso di
Piazzale Kennedy.
Durante le vacanze estive mi era capitato
volare per raggiungere
papà, che spesso si trovava all'estero per lavoro e ad ogni decollo mi sorprendeva
un’eccitazione formidabile.Gli spettacoli che mi si offrivano dall’alto erano
per me esaltanti, ricordo in particolare un volo transcontinentale durante
il quale rimasi
affascinato da un tramonto che, a causa dell’alta velocità del velivolo che
incalzava il sole nel suo calare, si dilatò oltremodo nel tempo.
Oggi, Aviosuperficie Mezzana Bigli (PV) Club
Astra. Il velivolo è
un RANS S-12 Airaile marche I-3295
Poi
casualmente un giorno, durante una gita scolastica, parlai di questa mia
passione e di un progetto che stavo covando silenziosamente da tempo, ad un
mio compagno di scuola.
Ricordo nettamente quel momento, eravamo in montagna e fuori stava nevicando e, mentre sistemavamo i bagagli, Roberto mi
ascoltava senza parlare, interessato
ed entusiasta. Neanche a dirlo, al nostro ritorno ci precipitammo in
aeroporto per cercare di capire come si facesse a diventare piloti.
Così, anche grazie a una borsa di studio della Regione Liguria, cominciai a
volare a diciassette anni appena compiuti. Primo volo ai comandi di un
aeroplano: 23 aprile 1978.
Prima
dei venti anni avevo già conseguito i brevetti di Pilota civile di primo e
secondo grado (PPL) e dopo qualche anno avevo all'attivo centoquaranta
ore di Volo con i velivoli dell'Aero Club di Genova, di cui sono
stato socio affezionato.
Affezione non
limitata esclusivamente al volo ma estesa alle cene pantagrueliche e alle
frequenti occasione di baldoria che animavano la vita del sodalizio.
Pensavo
che da "grande" avrei fatto il pilota professionista ma poi, poco prima di
cominciare l'ultimo corso, difficoltà di ordine meramente economico mi
fecero desistere dal perseguire ulteriormente quel progetto. Rassegnato
all'idea che non sempre è possibile realizzare i propri sogni,
cercai, giorno dopo giorno, di "dimenticare"
quell'esperienza o perlomeno di elaborarne il lutto, ma tant'è ogni volta
che sentivo il motore di un aeroplano non riuscivo a non alzare lo sguardo
al cielo.
Passarono
molti anni, fino a che che pensai di essere ormai definitivamente "guarito"
dall'urgenza del volo, poi un giorno Roberto mi chiese di accompagnarlo
all'aviosuperficie
di Mezzana Bigli (PV),
mi disse che avrebbe ripreso a volare
iscrivendosi ad un corso di pilotaggio per velivoli ultraleggeri.
Non
sapevo ancora che la passione per il volo è una malattia da cui
non si guarisce mai del tutto ma che invece cronicizza, un po' come la malaria, facendoti credere
di esserne uscito una volta per tutte mentre in realtà cova subdolamente
dentro. In conclusione non potei fare a meno di riprendere l'attività "volatoria".
Oggi insegno con grande
soddisfazione Esercitazione Aeronautiche in uno degli Istituti Statali più
prestigiosi della mia città ed ho ripreso a volare sugli apparecchi sportivi
e da diporto. In particolare utilizzando il meraviglioso RANS S-12 che insieme a due amici,
Massimo e Carmine, abbiamo restituito al cielo blu dopo averlo scoperto
desolatamente
abbandonato per lunghi anni in un hangar.
TAVOLA DELLE EFFEMERIDI
VIDEO
Primo volo del RANS S-12 dopo il restauro
Il RANS S-12 in volo sulla Lomellina
Di seguito mi sono divertito
ad elencare i velivoli che ho avuto la fortuna di portare in volo.
Cliccando sui nomi si aprirà una breve scheda
foto
per gentile concessione Historical Aircraft Group Italy
SCHEDA TECNICA
Il
primo velivolo su cui volai nell'ormai lontano 1978
fu il P.19 Scricciolo. Su
questo velivolo, a cui sono legati i miei ricordi più belli, ho
conseguito il brevetto di primo grado.
Si
trattava di una macchina essenziale, nel cui abitacolo si
respiravano i vapori della benzina avio, ma dalle prestazioni generose
e che perdonava gli errori di noi giovani allievi.
L'Historical Aircraft Group
Italy conserva il velivolo immatricolato I-GAGI che per tanti anni è stato
in linea di volo con la flotta dell'Aero Club di Genova, in previsione di rimetterlo
presto in linea (visita http://www.hag-italy.it)
Sul SIAI Marchetti 205 ho imparato i primi rudimenti di radionavigazione,
conseguendo il brevetto di secondo grado.
Si tratta di un velivolo quadriposto, interamente metallico, con carrello triciclo retrattile,
passo dell'elica variabile, dotato di una strumentazione tale da permettere il volo interamente strumentale
(I.F.R.)
I-IBAF al
simulatore in volo su Genova
Servendomi
del manuale di volo ho provato ad implementare il SIai 205 20/R
immatricolato 'I-IBAF per il Flight Simulator della Microsoft
(funziona con molte versioni).
La livrea è quella originale di
fine anni 70, così come la ricordo.
È
possibile scaricarlo liberamente cliccando sul link.
Nel 1981 la Partenavia entrò a far parte del gruppo Aeritalia, concentrandosi sulla produzione di oltre 100 esemplari di P66C Charlie forniti all'Aero Club d'Italia.
Il
Partenavia P66 Charlie è stato il terzo velivolo in ordine di tempo
del quale ho conseguito l'abilitazione al pilotaggio. Macchina
divertente e generosa ma dall'abitacolo particolarmente stretto, quasi scomodo.
E' interamente metallico. La sua struttura particolarmente robusta ha salvato la vita
a diversi miei amici in alcuni incidenti.
Sicuro, maneggevole, moderno, pur avendo venti cavalli in meno del predecessore
P 64, risulta molto piacevole al pilotaggio
Il Partenavia P64 Oscar
è un velivolo a struttura mista, apprezzabile per la potenza quasi
esagerata in rapporto al peso del velivolo. Ha quattro posti comodi ed è
estremamente divertente da pilotare.
Lo ritengo particolarmente affascinante per il suo aspetto per così dire "retrò".
Il Piper PA-38 Tomahawk è un aereo biposto acrobatico, con impennaggi a T e carrello triciclo fisso, la sua produzione è iniziata nel 1977 dalla Piper Aircraft. Ebbe molto successo come addestratore in numerose scuole di volo.
Possiede un abitacolo particolarmente confortevole e per quanto possibile silenzioso, quasi
automobilistico. Fu il quinto velivolo su cui conseguii
l'abilitazione.
Il P92 Eco è un
velivolo ultraleggero firmato dall'Ing. Pascale proprio come i
due aeroplani PARTENAVIA prima descritti - il P64 e il P66. Si
tratta di una macchina facile da pilotare che equipaggia
numerosissime scuole di volo.
Si tratta della
macchina su cui dopo molto tempo e con gran soddisfazione ho
ricominciato a volare