"Vita contemplativa" di Paolo Malerba   -  Genova (Italy)

  Bios teoreticos: - "Quest'attività è di per sé stessa la più alta: giacchè l'intelligenza è la cosa più alta che è in noi; e, fra le cose conoscibili, le più alte sono quelle di cui l'intelligenza si occupa [...] L'uomo non deve, come alcuni dicono, conoscere in quanto uomo le cose umane, in quanto mortale le cose mortali, ma deve rendersi, per quanto è possibile, immortale e far di tutto per vivere secondo quanto c'è in lui di più alto: se pure ciò è poco di quantità, supera per potenza e valore tutte le altre cose"    Aristotele, Etica Nicomachea, X, 7,1177 b 31

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  27-12-09 

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La pagina del volo

 

Aviosuperficie Mezzana Bigli (PV) Club Astra

 

 

 

Ieri (1978): al posto di pilotaggio del Siai Marchetti S.205 marche I-SYAK  

 

Oggi: al posto di pilotaggio del TECNAM  P92 marche I-7663

 

 

Ho cominciato a volare a diciassette anni appena compiuti. 

Primo volo  ai comandi di un aeroplano: 23 aprile 1978. 

Prima dei venti anni avevo già conseguito i brevetti di Pilota civile di primo e secondo grado e dopo qualche anno  avevo all'attivo centoquaranta ore di Volo con i velivoli  dell'Aero Club di Genova,  di cui sono stato  socio affezionato. 

Affezione non limitata esclusivamente al volo ma estesa alle cene pantagrueliche e alle frequenti occasione di baldoria che animavano la vita del sodalizio. 

Pensavo che da "grande" avrei fatto il pilota professionista ma poi, poco prima di cominciare l'ultimo corso, difficoltà di ordine meramente economico mi fecero desistere dal perseguire ulteriormente quel progetto. Rassegnato all'idea che non sempre è possibile realizzare i propri sogni, cercai, giorno dopo giorno,  di "dimenticare" quell'esperienza o perlomeno di elaborarne il lutto, ma tant'è ogni volta che sentivo il motore di un aeroplano non riuscivo a non alzare lo sguardo al cielo.  

Passarono molti anni, tanto che pensai di essere ormai definitivamente "guarito", poi un amico mi chiese di accompagnarlo all'aviosuperficie di Mezzana Bigli (PV), ché si sarebbe iscritto ad un corso di pilotaggio per velivoli ultraleggeri.  

Non sapevo ancora che  la passione per il  volo è una malattia da cui non si guarisce mai del tutto ma che invece cronicizza, un po' come la malaria, facendoti credere di esserne uscito una volta per tutte mentre in realtà cova subdolamente dentro. In conclusione non ho potuto fare a meno di riprendere l'attività "volatoria".  Questa volta però su quelle meravigliose macchine che sono i velivoli ultraleggeri.

 

Di seguito mi sono divertito ad elencare i velivoli a cui sono abilitato al pilotaggio...

Non dimenticare di visitare in fondo alla pagina l'angolo del meteo!

 

 

 

 

 

 

     
  Aviamilano P19 Scricciolo
  SIAI MARCHETTI S.205 20/R
  PARTENAVIA P66 Charlie
  PARTENAVIA P64 Oscar
  PIPER PA38 Tomahawk
   

 

  Riflessioni a bordo pista
   

 

  L'angolo del meteo 
   

 

 

 

Tecnam P92

 

AVIAMILANO P.19 Scricciolo

 

     
  foto per gentile concessione Historical Aircraft Group Italy 
 
             

SCHEDA TECNICA

Il primo velivolo su cui volai  nell'ormai  lontano 1978  fu il P.19 Scricciolo.  Su questo velivolo, a cui sono legati i miei ricordi più belli,  ho conseguito il brevetto di primo grado.

Si trattava di  una macchina essenziale,  nel cui abitacolo si respiravano i vapori della benzina avio, ma dalle prestazioni generose e che perdonava gli errori di noi giovani allievi. 

L'Historical Aircraft Group Italy conserva il velivolo immatricolato I-GAGI che per tanti anni è stato in linea di volo con la flotta dell'Aero Club di Genova, in previsione di rimetterlo presto in linea (visita http://www.hag-italy.it)

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  Costruttore

Aviamilano

  Numero posti 2
  Apertura alare m. 10.24
  Peso a vuoto Kg. 440
  Peso totale Kg. 700
  Motore Continental O-200A 100Hp
  Velocità massima Km/h 210
  Velocità di crociera Km/h 170
  Tangenza m. 4500
  Autonomia Km. 850

 

SIAI MARCHETTI S.205 20/R
             
      

SCHEDA TECNICA

  Costruttore Siai Marchetti SpA
  Numero posti 4
  Apertura alare m. 10.86
  Peso a vuoto Kg. 754
  Peso totale Kg. 1300
  Motore Lycoming IO-360-A1B6D 200Hp
  Velocità massima Km/h 280
  Velocità di crociera Km/h 255
  Tangenza m. 5380
  Autonomia Km. 1500

 

       

Sul SIAI Marchetti 205 ho imparato i primi rudimenti di radionavigazione, conseguendo il brevetto di secondo grado.
Si tratta di un velivolo quadriposto, interamente metallico, con carrello triciclo retrattile, passo dell'elica variabile, dotato di una strumentazione tale da permettere il volo interamente strumentale (I.F.R.) 

I-IBAF al simulatore in volo su Genova

Servendomi del manuale di volo ho provato ad implementare il SIai 205 20/R immatricolato 'I-IBAF per il Flight Simulator della Microsoft (funziona con molte versioni). 

La livrea è quella originale di fine anni 70, così come la ricordo.

È possibile scaricarlo liberamente cliccando sul link.

 

 DOWNLOAD

 

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PARTENAVIA P66 Charlie

 

   

SCHEDA TECNICA

    Costruttore Partenavia
    Numero posti 3+1
    Apertura alare m. 9.98
    Peso a vuoto Kg. 594
    Peso totale Kg. 990
    Motore Lycoming O-320-H2AD da 160Hp
    Velocità massima Km/h 241
    Velocità di crociera Km/h 218
    Tangenza m. 4575
    Autonomia Km. 854

 

 il velivolo rappresentato nella foto è dell'ASD Aeroclub Treviso -  http://www.asdtreviso.it/

Nel 1981 la Partenavia entrò a far parte del gruppo Aeritalia, concentrandosi sulla produzione di oltre 100 esemplari di P66C Charlie forniti all'Aero Club d'Italia.
Il Partenavia P66 Charlie è stato il terzo velivolo in ordine di tempo del quale ho conseguito l'abilitazione al pilotaggio. Macchina divertente e generosa ma dall'abitacolo particolarmente stretto, quasi scomodo.
E' interamente metallico. La sua struttura particolarmente robusta ha salvato la vita a diversi miei amici in alcuni  incidenti.
Sicuro, maneggevole, moderno, pur avendo venti cavalli in meno del predecessore P 64, risulta molto piacevole al pilotaggio

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PARTENAVIA P64 Oscar

Il Partenavia P64  Oscar è un velivolo a struttura mista, apprezzabile per la potenza quasi esagerata in rapporto al peso del velivolo. Ha quattro posti comodi ed è estremamente divertente da pilotare.
Lo ritengo particolarmente affascinante per il suo aspetto per così dire "retrò".

 

SCHEDA TECNICA

  Costruttore Partenavia
  Numero posti 3
  Apertura alare m. 9.98
  Peso a vuoto Kg. 670
  Peso totale Kg. 1100
  Motore Lycoming O-360-AIA da 180Hp
  Velocità massima Km/h 260
  Velocità di crociera Km/h 240
  Tangenza m. 5000
  Autonomia Km. 1080
     

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PIPER PA38 Tomahawk

 

 
Il Piper PA-38 Tomahawk è un aereo biposto acrobatico, con impennaggi a T e carrello triciclo fisso, la sua produzione è iniziata nel 1977 dalla Piper Aircraft. Ebbe molto successo come addestratore in numerose scuole di volo. Possiede un abitacolo particolarmente confortevole e per quanto possibile silenzioso, quasi automobilistico. Fu il quinto velivolo su cui conseguii l'abilitazione.

 

SCHEDA TECNICA

  Costruttore Piper Aircraft Inc
  Numero posti 2
  Apertura alare 10,36
  Peso a vuoto =
  Peso totale 760 kg
  Motore Lycoming O-235 112 HP
  Velocità massima =
  Velocità di crociera 124 mph
  Tangenza 13.000 ft
  Autonomia =
     

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Riflessioni a bordo pista

                                                               

 

28 dicembre 2009 

In arrivo nuove limitazioni sportive in arrivo per i giovani diabetici

   
 

Faccio uno tra i mestieri più belli del mondo: l'insegnante. Mi occupo spesso di ragazzi portatori di problemi fisici, mentali o soltanto di apprendimento. I miei studenti, quelli più "compromessi", mi hanno insegnato ad andare oltre ciò che a prima vista sembra invalicabile.

 

Ho imparato da loro che il "limite" è spesso più nella testa della gente che nelle possibilità effettive degli individui. I ragazzi mi hanno insegnato a diffidare da tutti coloro che con una etichetta pretendono di inquadrare esaustivamente un problema e soprattutto da quelli che scuotono la testa a priori e sempre preventivamente. Forse il mio successo come insegnante si basa proprio su questi semplici assunti.

 

Non mi sono mai piaciute le semplificazioni, un po' per carattere e un po' per mestiere. Credo che il mondo sia soprattutto complessità, difficilmente riconducibile a generalizzazioni banalizzanti, soprattutto se queste riguardano l'uomo in quanto tale.

 

Esiste una malattia che affligge molti giovani in Italia: il diabete. Questo problema non è invalidante di per sé, ciò significa che chi soffre di questa malattia non può essere, per legge, considerato un invalido. Detto altrimenti il soggetto diabetico non gode di alcun sussidio per invalidità ed è pertanto considerato “valido" dallo Stato a tutti gli effetti. Chissà quanti di noi hanno affidato la propria vita ad un chirurgo o ad un anestesista diabetico senza neanche saperlo.

 

Con l'abitudine e l'esperienza quotidiana il giovane diabetico, se responsabilizzato e consapevole, riesce a mantenere i livelli di glicemia entro un range di valori accettabili e a condurre uno stile di vita analogo a quello dei suoi coetanei.

È decisamente importante la pratica dello sport e l’impegno mentale per conservarsi in buona salute.

 

Fino ad oggi i soggetti diabetici, se idonei e con valori glicemici accettabili, da circa trent’anni potevano svolgere o addirittura già svolgevano una disciplina affascinante: il Volo da Diporto Sportivo (VDS) ma è in arrivo una modifica legislativa che renderà  l’approccio a questo sport davvero difficile. 

 

 

Nonostante che dalle relazioni sugli incidenti avvenuti in Italia che hanno coinvolto i cultori di questa disciplina, relativi al periodo di osservazione 1996 – 2007, non si è evidenziato un solo episodio imputabile a pilota diabetico. Addirittura dal 1996, l'Ente Federale Americano che gestisce l'aviazione ha promulgato una modifica alle disposizioni relative ai requisiti psico-fisici per il conseguimento delle licenze di pilota. In esse è permesso ad un diabetico, anche insulino dipendente, di poter diventare pilota di aereo. È superfluo osservare che tale licenza permette di pilotare velivoli di caratteristiche ben superiori a quelle di cui si sta limitando il pilotaggio nel nostro paese (VDS).

 

 

Il primo volo intorno al mondo condotto da un pilota diabetico di tipo 1 (Diabetes World Flight, DWF), si è concluso con successo il 19 febbraio 2003. In 5 mesi sono stati raccolti fondi per la ricerca sul diabete per oltre 20.000 dollari statunitensi. DWF ha dimostrato che un pilota diabetico di tipo 1 può condurre anche voli impegnativi in tutta sicurezza. L'iniziativa contribuisce a diffondere il messaggio che il diabete non dovrebbe limitare i sogni e le ambizioni di nessuno. Attualmente gli USA e il Canada rilasciano ai diabetici di tipo 1 un permesso medico per poter esercitare, se idonei, il brevetto di pilota privato.

 

Sarebbe preferibile da parte del legislatore procedere meno superficialmente, facendo di tutte le erbe un fascio, richiedendo magari l’accertamento delle condizioni psicologiche e psichiche di chi vola con mezzi leggeri, affetto da diabete (e non), allo scopo di accertare l’effettiva assunzione di responsabilità che una simile attività sportiva richiede, evitando così di limitare aprioristicamente le libertà individuali delle persone.

 

Va detto che un simile riorientamento della normativa comporterebbe per tutti i diabetici appassionati a questa attività sportiva, ed in particolare per i più giovani, un notevole incentivo a mantenere un buon controllo glicemico con un’importante ricaduta sulla compliance al trattamento.

 

Chi fosse interessato a questa battaglia di civiltà può contattarmi  vds-diabete@paolomalerba.it

Per un approfondimento:

http://paolomalerba.blog.kataweb.it/2009/12/23/nuove-limitazioni-sportive-in-arrivo-per-i-giovani-diabetici/   

 

Paolo Malerba ( Insegnante, Pilota Privato, Cultore VDS e Diabetico)

 

 

 

     
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